inni | Soulbridge

giovedì, 14 febbraio 2008,15:29

20070412_026 

 

Scriveva Aristotele che l'uomo e' un animale politico che, al pari di altri animali politici come le api o le formiche, costruisce polis, strutture sociali, città, web.

Si aggrega, si consocia, intreccia legami complessi.

Non è più il branco con logiche molto basiche ma diviene un luogo dove l’elettricità del pensiero può anche scaturire da un singolo, ma per svilupparsi deve attraversare tutti i componenti dell’… alveare.

E l’animale politico crea anche partiti.

Ma se l’inno di un partito è questo, inizio a cercarmi un eremo dove fare l’asceta.

E, dopo aver letto, so che comprenderete la necessità di una scelta così estrema.

 

“A Silvio”
Testo e Musica: Andrea Vantini

Si è detto troppo
E anche di più
Si è usata pure la musica contro
Oggi canto anch’io
E dico che
Menomale che Silvio c’è
Non ho interessi politici
E non ho neanche immobili
Ho solo la musica
E penso che
Menomale che Silvio c’è
Ci hanno provato
scrittori e comici
Un gioco perverso
Di chi ha già perso
Presidente questo è per te
Menomale che Silvio c’è
La musica suona senza colori
Ma i riferimenti sono reali
Viva l’Italia
L’Italia che ha scelto
Di crederci un po’ in questo sogno
Per questo dico che
Menomale che Silvio c’è
Per questo dico che
Menomale che Silvio c’è
Canto così
Con quella forza
Che ha solamente
Chi non conta niente
Presidente questo è per te
Menomale che Silvio c’è
Presidente questo è per te
Menomale che Silvio c’è
Viva l’Italia
L’Italia che ha scelto
Di crederci un po’ in questo sogno
Presidente questo è per te
Menomale che Silvio c’è
Viva l’Italia
L’Italia che ha scelto
Di crederci un po’ in questo sogno
Presidente questo è per te
Menomale che Silvio c’è
Viva l’Italia
L’Italia che ha scelto
Di crederci un po’ in questo sogno
Presidente questo è per te
Menomale che Silvio c’è
Presidente questo è per te
Menomale che Silvio c’è

 

E i pusher che c’entrano vi chiederete?

Beh quei cari ragazzi hanno spesso usato un facile segnale per indicare i luoghi dello spaccio.

Quante volte si è visto campeggiare un “DIO C’E’”  bombolettato su muri e cartelli stradali.

E intorno a quella scarna scritta, aspiranti al deliquio chimico si raggruppavano in cerca della dose.

Ma ormai questa nomenclatura ha fatto il suo tempo.

Da oggi la decerebrazione volontaria passerà per una variante del messaggio.

Assisteremo mesti al sorgere di giganteschi tabelloni riportanti il viso raggiante post-plasticato e mogano-crinierato del sommo Conducator, mentre i nuovi pusher graffiteranno l’epitaffio del senso della misura e del ridicolo: SILVIO C’E’.

 

 

Soulbridge                   

(indeciso tra il riso squassante e le lacrime devastanti)

 

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Link | categoria:politica, elezioni, inni


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