gioco | Soulbridge

venerdì, 31 agosto 2007,11:46

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Dopo sere e sere di chat, telefonate e mormorii sempre più sospirosi, lei comprende l’inevitabilità della sua scelta: vuole appartenergli, essere Sua in ogni ordine e grado di emozione e carnalità.

Dopo sere e sere di chat, telefonate e turgori inguinali sempre più spinti ed imbarazzanti, lui comprende che lei ha compreso.

E fin qui tutto bene.

Ma oltrepassata la linea di demarcazione tra il non possesso ed il possesso, prorompente avanza la fase dell’ Epistola Osannante.

“E mò – vi chiederete – cos’è st’ Epistola Osannante?”

E’ una cosa, scritta da lei, in prosa o poesia.

Quest’ultima sembra andare di più, recentemente.

Sarà che in questa società arida, massificante e plutocratica, ‘na bella poesia è un sorso di aria azzurra.

Ovviamente il soggetto è Lui, del quale si esaltano le virtù divine, onniscienti, onnipresenti, sull’acquacamminanti, prano-terapeutiche, anti-radicali liberi e oligo-minerali.

Le regole grammaticali del componimento sono a piacere.

E in fondo questo aiuta molto, perché, si sa, una poesia mica ha regole.

Anzi più è intorcinata più è poesia.

Ma una regola sacra va rispettata in modo ferreo: le Maiuscole.

“Evvabbè - dirà qualche purista – quando la schiava parla del suo Padrone le maiuscole ci vogliono”.

Si, certo.

Ma random vanno bene lo stesso, si chiederà qualcuno? Piazzate ad capocchiam lungo righe che saltellano impazzite come se fossero affette dal ballo di S.Vito?

Facciamo un esempio così si capisce meglio:

 

Mio Signore

Sei entraTo nella mia anima

attraverso reconditi pertugi

inoltrandoTi in una selva di lacrime

Ero persa in un sentiero senza luce

e mi Hai raccolta come un animale abbattuTo

Hai curato le mie feriTe che grondavano sangue

e mi Hai legaTo con catene invisibili

Il freddo dell'acciaio oggi scalda il mio cuore

E AppartenerTi è la mia unica ragione di Vita.

 

Esclusivamente per i lettori di questo blog, dopo molte difficoltà siamo riusciti ad intervistare la schiava autrice di cotanto inno.

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Intervistatore: E’ da molto che sei la schiava del tuo Padrone?

schiava: Solo due settimane ma mi sembra di appartenerGLI da sempre perché LUI è Magnifico e io non merito…..

I: Vabbè, scusa se interrompo ma abbiamo capito il concetto. Volevamo chiederti, per il nostro pubblico, se potevamo fare con te una lettura critica del testo.

s: NO!!! Qui non si critica NIENTE!! Il Mio Padrone è al di sopra di qualunque critica e se qualcuno si permette solo di…..

I: Aspetta, aspetta. Ferma il treno. Nessuno vuole criticare il tuo Padrone, per carità. Noi volevamo solo comprendere meglio la tua poetica e fare insieme a te un approfondimento culturale. Una cosa sicuramente utile per le tante schiave nostre lettrici. Possiamo iniziare?

s: Sì, a queste condizioni sì. Non vedo l’ora di dire a tutte quanT’E’ Meraviglioso e quanto sono fort….

I: Si certo! Ma, per favore, possiamo iniziare ora? Non è che abbiamo tutta la giornata. Dunque partiamo da Mio Signore. Quel mio perché è maiuscolo?

s: Dunque….è maiuscolo perché si riferisce a LUI.

I: Scusa eh, ma allora dovevi scrivere Tuo, ma se è mio e tu sei la schiava, non andrebbe minuscolo?

s: Vedi, cioè, Mio è maiuscolo perché LUI è il Mio Padrone. Cioè se LUI Mi possiede e io sono Sua allora LUI è Mio e ci vuole la Maiuscola. Hai capito ora, no?

I: Non ho capito molto bene, ma penso che dobbiamo andare avanti prima che mi scada il parchimetro. Passiamo alla seconda domanda.  Cito dalla tua, ehm, poesia: “...e mi Hai legaTo con catene invisibili…”.  Qui stai parlando di te, perché usi sempre le maiuscole?

s: Azzzz ma allora sei duro! Si vede proprio che non hai mai avuto una schiava. Ora ti spiego, ma stai attento. LUI Mi possiede, ok?

I: Sì.

s: Allora se LUI Mi possiede io sono una cosa Sua, ci sei?

I: Finora sì, ma il pathos mi sta uccidendo, continua per favore.

s: E allora se io sono una cosa SUA, mi Hai legaTa (a me) che sono Tua e quindi Hai non è più mio ma Tuo e allora va assolutamente con la Maiuscola e pure legaTo perché lega (a me) a Te e quindi le_ga_To. Chissà se dopo tutto sto spiegone sei riuscito ad arrivarci!

 

Gentili lettrici e lettori l’intervista purtroppo termina qui.

Nel pieno del lavoro, siamo stati sorpresi dallo squillo del cellulare della schiava.

Nessun dubbio su chi fosse a chiamare.

L’apparecchio non si è normalmente acceso,  ma si invece pienamente illuminato spandendo una luce aureolata e abbacinante in tutta la stanza.

Ha levitato dal tavolo e mentre la schiava cadeva prontamente prona, si è udita la voce del Padrone.

Non possiamo riferire le Sue parole in quanto ci siamo sentiti in dovere di abbandonare immediatamente la scena del Prodigio.

 

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Ma come sempre stiamo lavorando per voi.

E il prossimo impegno per la nostra redazione sarà quello di ricercare uno scoop assoluto:

una vera autografa poesia del Padrone.

L’epico scritto del Superno.

La chiave di volta della sua fascinazione.

A presto!

 

Soulbridge

 

N.d.R. si ringrazia sylvie per la consulenza poetica

 

 

 
martedì, 13 febbraio 2007,17:13

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Fermò la macchina nel piazzale.
Nel buio che iniziava a mordere l’ultima brace del giorno, l’alta struttura del Castello incombeva su di lei.
Severa, come chi la attendeva oltre quei cancelli.
Dura, come il presagio della sua sofferenza.
Impietosa, come le ore che avrebbe dovuto attraversare.
Indossava quello che le era stato ordinato: il mantello e le calze viola.
Le sue lunghe gambe, svettavano nobili su tacchi infiniti.
Lui aveva ordinato così.
“Avrò il coraggio di entrare?”
“Di andare incontro al mio destino?”
Il cuore di Sara saltò un battito, quando improvviso, subitaneo, il portone del Castello si aprì dinnanzi e lei, come mosso di volontà propria.
 
Lui era lì.
Immobile. Leggermente appoggiato alla lunghissima coda dello Steinway.
Il nero del suo abitoSavile Row”si confondeva con la lucida superficie del pianoforte.
Ma quello strumento, pur così imponente, ricordava un gioco da bimbi, annegato com’era nell’immensità del salone del Castello.
Accanto a Lui, in ginocchio, in bocca il frustino, un’altra donna attendeva.
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Ah, quante volte aveva letto e riletto quel brano.
E tutti gli altri simili.
Di Castelli e di Padroni.
Racconti ricolmi di segrete, di schiave tremebonde, di torture inenarrabili dalle quali, al mattino, esse uscivano marchiate nell’animo e… leggermente segnate nel corpo.
Beh, effettivamente qualche dubbio di autenticità gli veniva.
Ferri roventi, fruste uncinate, gogne, cavalletti, tenaglie e il resto dell’armamentario della Santa Inquisizione.
Urla atroci che rimbalzavano lungo le antiche volte.
E queste, dopo essersi ciucciate tutto sto bendiddio per una notte intera, il mattino seguente mica chiamavano il 118.
Molto semplicemente re-indossavano il mantello e le calzette viola, e se ne tornavo a casa a mettere un po’ di Fastumgel sui segnetti.
Azz! Strano però.
Quella volta che lui si era appena scottato con la pentola del minestrone, c’erano volute due settimane prima che passasse.
Ma subito, scosso nei suoi capisaldi, scacciava questi pensieri blasfemi.
Se stava scritto lì, doveva essere vero!!
Ma i suoi problemi erano ben altri che non l’apostasia del BDSM.
Essì, lo doveva proprio riconoscere.
Era un Master disonorato
Un mezzo Master che si aggirava ratto rasentando i muri.
Vergognoso di mostrarsi.
Un paria, non solo tra i veri e indiscussi Dominatori ma, onta tra le onte, anche nei confronti delle slave.
Dopo infinita pazienza e lettere sdilinquenti e chat allucinogene fino alle 5 del mattino e corteggiamenti e cifre folli per regalare plugs new generation e guepierre griffate, qualcuna decideva che…
 
si forse……
che te devo dì…
..in fonno…..,
….mah?…
…. ‘nsomma non sei proprio male….
Uff!!….vabbè dai per questa volta..
….anche perché non vedo robbbba da mesi e stò arrapata come una bertuccia…..
 
Ma quando era lì, proprio a due passi dalla Meta delle Mete allora, puntuale come le fellatio di Vespa ai Potenti durante “Porta a Porta”, scattava l’Atroce Domanda:
“Mi dai l’indirizzo del tuo castello?”
E qui l’amaro calice traboccava.
Sulla lingua, un sapore come dopo aver leccato Bossi.
Le mani umide e unte, come ad aver accarezzato la pelata di Bondi.
Lo stomaco accartocciato, come chi abbia cenato a lume di candela con Schifani e fatto lingua in bocca con lui, dopo la tartare di pesce.
E si ascoltava, da lontano.
Voce tremebonda, che nemmeno egli stesso riconosceva,
Un altro se stesso pronunciava l’ignobile frase.
L’estrema condanna.
Il no inappellabile al basico anelito all’Essere:
“Mi spiace, ….glob… non ce l’ho….glob…. un castello”.
E poi, patetico nel tentativo di imbastire una dignità: “Ma abito..glob.. in una bella……
E lei, leggermente contrariata, ma ancora disponibile:”……villa dannunziana?”
“Beh, insomma…glob…più che altro è una…come dire….
Lei, l’occhio speranzoso di Tom Hanks sulla spiaggia di Castaway:”…..Casa Padronale in campagna?”
“Ecco…glob…in fondo una cosa…simile…glob…”
Lei (voce alla Berlusconi mentre pronuncia “sinistra radicale”) scandisce le lettere come gocce di azoto liquido:
“D I M M I !!!”
“ Si ecco è .glob…una…glob… villetta a schiera”
 
A quella risposta anche

- il mitile più improbabile (ndr: cozzadellamadonna),

- la più sciagattata delle slave,

- quella che i segni della cinghia se li è fatti tatuare perché è l’unico mezzo per averli addosso,

- quella che l’ultima volta che ha gridato di dolore è stato due settimane prima dal dentista,

- quella che in un karada sembra Prodi occhiali compresi,

 
ebbene, anche una di costoro, gli riversava addosso uno sguardo in cui un occhio gridava Disprezzo e l’altro, ….quando c’era, urlava Vergogna!
 
E allora, come ogni volta, raccattava i non usati simboli di un Potere mai esercitato.
Li riponeva mesto nella valigetta similpelle similgucci.
Si sfilava i pantaloni neri similseta simild&g e, con i suoi vecchi jeans, si allontana mesto nella notte.
Mentre alle sue spalle la voce del mitile di turno, potente come quella di una Mistress travesta do’ Brazil, lo inseguiva implacabile:
 
FALLITO, FALLITOOO, FALLITOOOOOOOOOOOOO…………….
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Ora, quell’uomo, è un MASTER!
 
Ora, sfigatissimo, anche tu Puoi!!
 
 
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Technorati Profile
by Soulbridge7 | commenti (8) | commenti (8)(popup)
Link | categoria:eros, gioco, master, bdsm, dominazione, sottomissione, schiave
mercoledì, 20 dicembre 2006,14:43
A chi... è convinto che se una è schiava, allora ci sta con tutti

A chi... "ti piacerebbe essere dominata virtualmente, part time, via email?"

A chi... appena legge "schiava" sul profilo, ha un aumento della salivazione ed un abbassamento della vista

A chi... appena legge "donna" sul profilo, ha un aumento della salivazione ed un abbassamento della vista

A chi... "una buona schiava deve anche fare il bucato, stirare, fare le pulizie e cucinare, perchè così risparmio sulla colf"

A chi... "non ho letto il tuo blog, però ho guardato le foto"

A chi... "ma se tu fai tutto quello che il tuo Padrone ti ordina, allora posso chiedergli se 'mi ti' presta?"

A chi... "anche io ho un Master, l'ho fatto alla Bocconi"

A chi... è convinta di avercela solo lei e si incazza se non gliela chiedi

A chi... "Bello il tuo blog" "Non è mio, è del mio Padrone" "Ah, e chi è il tuo Padrone?"

A chi... "Bello il tuo blog, me la dai?"

A chi... "Sono la tua schiava, mi farei fare di tutto, ma guai a te se mi rovini la messainpiega"

A chi... "Mi presti la tua schiava, che io non riesco a trovarne una?"

A chi...  pensa che BDSM significhi "Belle Donne Senza Mutande"

A chi... "haimsn?vuoivedereilmiouccelloincam?". "No, grazie. Non amo l'ornitologia e sono contro la caccia".
 
"Ai miei pensieri,
a come ero ieri
e anche per me"

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sylvie

(liberamente tratto da una canzone di Ivano Fossati e da alcune mail arrivatemi in questi giorni)

 


by sylvie75 | commenti (26) | commenti (26)(popup)
Link | categoria:gioco, master, bdsm, schiave
giovedì, 07 dicembre 2006,08:57
L’ho scoperto sul web, per caso, alla fine dell’estate.
Conoscevo l’autore, ma quel libro, no.
Non importava di cosa parlasse.
Era sufficiente l’emozione che il solo titolo evocava.
Già.
Fra milioni di nomi possibili, quel disgraziato, aveva messo insieme proprio quei due.
 
La voglia di condividerlo con Te era fortissima.
Eppure sarebbe stata molto più bella una sorpresa.
Vedere la Tua faccia mentre scartavi il pacchetto...
 
E qui comincia l’Odissea.
Entro tutta speranzosa alla Feltrinelli… ma scopro che è ormai fuori catalogo. Non è più possibile ordinarlo. Alla Fnac e  da Mediastore, stessa musica.
Non mi arrendo e finalmente trovo qualcuno che mi promette che “dovrebbe” arrivare entro due/tre settimane.
Ok, dovrei resistere. Li chiamo dopo una decina di giorni, ma ancora niente
Passa un mese… e l’unica cosa che riesco ad ottenere sono “tante scuse, proviamo a rinnovare l’ordine”.
Decido allora di provare con IBS: sul sito è disponibile in 3-5 giorni, ma poi al momento della spedizione, il titolo magicamente sparisce dall’ordine!
Stessa cosa, qualche giorno più tardi, con BOL.
Tento con le librerie dell’usato, ne chiamo alcune ma senza successo.
L’ultima speranza è il bookcrossing.
Scovo “quel” titolo, scrivo ad un tizio, con la speranza che possa inviarmi la sua copia. Il giorno dopo mi risponde, gentilissimo, che non lo trova più. Forse lo ha già “rilasciato”, dimenticandosi di aggiornare il sito.
 
Disperata, decido che, in attesa di una botta di culo che me lo faccia scovare in qualche bancarella, potrei ripiegare su un e-book.
Ovviamente, del testo in italiano, nemmeno l’ombra.
Scarico la versione in lingua originale, formatto il testo, inserisco la foto della copertina.
 
Click.
Messaggio inviato.
 
Silenzio.
“Allora?”
 
“Peccato che è in inglese…”
 
Giuro.
La prossima volta rinasco Mistress!!!
 
sylvie
 
PS: almeno mi hai dato un’idea su cosa regalarti per Natale. Trovare un vocabolario di inglese sarà sicuramente meno faticoso!
by sylvie75 | commenti (5) | commenti (5)(popup)
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lunedì, 04 dicembre 2006,09:40
“Legami è diventata uno schifo”
“Già”
 
(pochi taccuini
capaci di raccontare qualcosa,
sommersi dal bisogno
di presenzialismo di alcuni)
 
“Bisognerebbe trovare qualcosa di alternativo…”
La mente di sylvie si illumina.
 
(per la serie,
anche le schiave, ogni tanto, pensano)
 
“Mai pensato ad un blog tutto tuo?”
“Uhm…”
 
(lo so che l’informatica non è il tuo forte)
 
Il discorso finisce lì.
Solo il tempo di rientrare in ufficio.
Giretto su splinder, registrazione del tuo nick, creazione di una mail ad hoc (mica potevo far arrivare sulla tua mailbox la richiesta di convalida!), registrazione del blog… scelta del template???
L’unico decente: penna stilografica blu su sfondo bianco.
Provo a modificare l’immagine, sarebbe più adatto qualcosa più “in topic”… ma combino un disastro.
 
(Cosa sono tutti quei codici?
L'HTML sarebbe quella roba lì? )
 
La stagista di fronte mi guarda con aria perplessa. La lancio uno sguardo della serie “se mi interrompi un’altra volta ti faccio colare la cera bollente lungo la schiena”
 
(Uhm.. chissà se gradirebbe?)
 
Provo a mettere qualche immagine, poi inserisco la prima parte di un tuo (vecchio) racconto.
 
(era solo una prova, per vedere l’effetto.
Lo so che ci stava meglio una prefazione scritta ad hoc,
ma che ne sapevo io che avrebbe subito ricevuto
dei commenti e che poi non si poteva più modificare??)
 
Non resisto, ti scrivo:
“Da oggi hai il tuo blog…”
 
(avrei voluto vedere la tua faccia,
l’ho immaginata attraverso la tua risposta)
 
Metto le mani avanti:
“Appena posso cerco di capire come modificare l’immagine...”
“Sarebbe bello mettere qualcosa di più tematico…”
 
 
(fosse facile!!)
 
Caccia ai template, questa volta da casa.
 
(la stagista l’ha scampata)
 
Scartati tutti quelli troppo dark o gotici, quelli troppo seriosi, quelli con sfondo nero, quelli femminili e quelli da 15enne, a dire il vero non resta molto.
A parte qualche culo e qualche tetta, di BDSM, nemmeno l’ombra!
 
(chiedere a qualcuno?
Naaa… mai prima di averci sbattuto la testa 100 volte!)
 
Ne scovo uno con un lucchetto… non male, ma non mi convince del tutto.
Lo provo, ti scrivo ed aspetto la tua impressione.
“Molto elegante…”
“Sì, ma un po’ freddino, vero?”
Confermi.
 
(lo so che pretendi la perfezione,
ormai conosco i tuoi standard)
 
Continuo a cercare.
Una scala, evoca gradini da scendere.
Bello il significato, molto meno l’impatto grafico.
<br>
Finalmente ci siamo: la piuma accontenta entrambi, arrivano i primi commenti, riusciamo ad inserire qualche foto, la seconda parte del racconto, la post-prefazione.
 
(non sei solo bravo a scrivere,
ora te la cavi anche con la gestione del blog)
 
I lavori sono “quasi” finiti, è tempo che la tua “imbianchina” ti restituisca il suo mazzo di chiavi.
“Tienile… è anche ‘casa’ tua.”
 
 
(stupore? Forse no, ma tanta emozione)
<br>
Questo significa che dovrò scrivere anche io?
 
(Uhm... Scrivere fa parte del tuo mestiere.
Il mio è ascoltare.)
 
Blocco da pagina bianca.
Mai tenuti diari, nemmeno da piccola.
 
(con grande dispiacere di mia madre,
che magari ne avrebbe approfittato volentieri
per sapere cosa mi passava per la testa)
 
Mai scritte poesie, racconti, autobiografie…
 
( in effetti 30 anni sono pochi, per un’autobiografia)
 
 
Faccio un giro negli altri blog, magari trovo qualche fonte di ispirazione.
Vedo foto bellissime.
Corpi di donne stupende, bocche che si sfiorano, corde che segnano la pelle, sessi esibiti ed offerti…
 
(Stop. Se continuo così mi lascio andare
a fantasie un po’ troppo spinte
per un post di presentazione… )
 
Riproviamo.
Potrei scrivere un post su quanto è meravigliosamentestupendamenteincredidibilemente appagante essere posseduta dal mio Padrone…
 
(Stop. Troppo scontato?
Lo scrivono tutte le slave?
Eh vabbè, ma mica hanno provato?
Ah. Lo dicono del LORO Padrone.
Ogni scarrafone è bello a mamma sua! Rido)
 
Riproviamo.
Ci sono.
Racconto di come sono i nostri momenti insieme, di quando…
 
(Stop. Niente prouderie.
Certi momenti sono solo nostri.
O magari di chi vorrà condividerli con noi.)
 
Riproviamo.
Ho scoperto che tutti i post di tutte le slave devono contenere la frase:
 
(non me ne vogliate, si scherza, eh!)
“trattatemicomelultimadellecagne”
 
 
(Stop. Lo so, è un paragone infelice.
Non faresti mai male ad un animale.
I tuoi cani dormono sul letto.
Pretendono di essere portati fuori quando decidono loro.
Se li chiami, continuano a correre nel senso opposto al tuo)
 
(Pensandoci,  
sei molto più bravo ad educare le schiave,
che non i cani) 
 
  
Va bene.
Non mi resta che raccontare di come è nato questo blog…
 
Sorrisi
 
s.
by sylvie75 | commenti (9) | commenti (9)(popup)
Link | categoria:gioco


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