collare | Soulbridge

lunedì, 09 giugno 2008,16:06

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Foto di Viktor Luzniy

Piccoli gesti precedono il mio attenderti, ogni volta.

Si ripetono, apparentemente uguali, ma in fondo diversi ad ogni incontro.

Scommetto che Ti divertirebbe guardarmi, di nascosto, mentre stendo le lenzuola blu, preparo giochi e corde, sistemo le candele. Quelle che serviranno ad illuminare la stanza e quelle che forse deciderai di far colare sul mio corpo.

Mi vedresti, mentre corro da una stanza all'altra per farti trovare l'accappatoio al solito posto, il vino rosso nel bicchiere, l'incenso pronto per essere acceso.

Spazi e tempi rubati al lavoro, al sonno, agli altri, affinchè tutto sia perfetto, nel momento in cui arriverai.

Non c'è un quando, per tutto questo.

Non c'è mai stato un decalogo a sancire tempi, cose e luoghi.

Sono cambiate stanze, case, città, in questi anni.

Ogni volta si è aggiunto un particolare, sono mutate piccole sfumature, quasi in modo impercettibile.

Eppure il tutto è andato a comporre quel magico rituale che ha significato solo ai nostri occhi, adattandosi a stagioni, luoghi e momenti.

Ogni cosa ha trovato la sua giusta collocazione, il suo spazio naturale, come se fosse lì da sempre e per sempre. Come se il tempo fosse sospeso fra un incontro e l'altro.

E' nel momento in cui mi pettino, mi trucco e allaccio il collare per Te che la frenesia lascia spazio all'attesa vera a propria.

Come se quei gesti, apparentemente così simili a quelli che compio ogni mattina, ma in realtà profondamente diversi, avessero il potere di calmarmi, di fugare la paura di aver dimenticato qualcosa, per lasciare spazio a ciò che realmente dà un senso a quei preparativi.

Ora manchi solo Tu.

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Foto di Tomas Rücker

 

sylvie

martedì, 19 febbraio 2008,15:15

The_Collar

Ne ho donati pochi.
Perché se per l’universo esterno tutto somiglia, in quella bolla di vetro niente è mai uguale tra chi da e chi riceve.
Ognuno diverso, ognuno animato da una sua essenza, ognuno un’alchimia fatta di formule non mutate, ma che danno pozioni irrepetibili.

Argento per chi doveva indossarlo come un monile, esposto agli sguardi del mondo ma in realtà segreto condiviso solo per due.
Esibito ma nascosto come la lettera rubata di Poe.

Cuoio dall’odore fresco e pungente perché parlasse anche quando gli occhi navigano nel buio del dono di una benda.
Quando la privazione di un senso accende tutti gli altri come la paglia di una fiaccola vibrante.

Ma la materia, in fondo, era solo una carezza nell’abbraccio.

Non sono giunti in fretta, hanno viaggiato a lungo come corrieri nella notte.
Latori di un messaggio che non nasce solo da chi lo reca, ma anche da chi lo riceve.
Una novella che è fine di una parte del cammino, ma inizio di quello successivo.
A ben guardare sono dei cerchi, e in un cerchio la fine di un inizio corrisponde ad un nuovo inizio.
A volte, leggendo qui e la, li vedo giungere veloci come se temessero di perdere quel collo.
Chioroscuro_by_KaptainKlancyQuasi con l’ansia di trovare quello spazio già presidiato.
Non giudico, ognuno ha i suoi tempi.
Ma ero solo ragazzo quando qualcuna mi insegno che a volte il tempo è un valore, non un primato da battere.
Ragazzo non lo sono più da tanto, per data e per vita, ma avendo vissuto il tempo ho imparato a rispettare il nemico.
E dunque, ora più che mai, quel cerchio che sembra cingere un collo ma in realtà avvolge un’anima è per me un compagno lento.
Come una carezza.

Soulbridge



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